Qualsiasi lavoro orientato al corpo che coinvolga i livelli di regolazione autonomica e stati alterati di attenzione richiede una chiara definizione dei limiti di applicazione. Il metodo «Neurovola» non è una procedura medica e non è destinato alla diagnosi o al trattamento di malattie. Si tratta di un approccio psicofisiologico non medico e può essere utilizzato solo in assenza di controindicazioni.
L'introduzione di questa sezione è fondamentale, poiché è proprio la presenza di limiti chiaramente definiti a distinguere un metodo scientificamente ed eticamente validato da pratiche corporee indifferenziate.
Controindicazioni assolutePer partecipare alle esercitazioni pratiche e alle sessioni del metodo «Neurovola»
Non è consentito l'accesso a, che presentano le seguenti condizioni:
- precedente ictus o infarto miocardico, insufficienza cardiaca grave;
- epilessia, compresi episodi convulsivi isolati o episodi di perdita di coscienza in anamnesi;
- disturbi psichiatrici: schizofrenia, disturbo affettivo bipolare, psicosi, depressione clinica grave, disturbi di personalità gravi;
- lesioni organiche del cervello, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, disturbi cognitivi gravi;
- malattie oncologiche in fase attiva di trattamento;
- diabete mellito di tipo II in fase di scompenso;
- gravidanza e allattamento;
- età inferiore ai 18 anni.
Tali limitazioni derivano dal fatto che il metodo comporta un'attivazione fisica, un'alterazione del livello di eccitazione del sistema nervoso e il possibile ingresso in uno stato alterato di coscienza, il che, nelle circostanze indicate, potrebbe risultare pericoloso
Limitazioni mediche temporaneeIl metodo «Neurovola»
non applicabile temporaneamente nelle seguenti condizioni:
- fase postoperatoria precoce o tardiva, qualsiasi intervento chirurgico effettuato meno di 3 mesi fa;
- la presenza di ferite recenti o di un processo di cicatrizzazione dei tessuti non ancora completato;
- malattie infettive acute, febbre;
- aggravamento di malattie somatiche croniche;
- disturbi digestivi gravi (nausea, vomito, diarrea) al momento della pratica;
- stato di ebbrezza alcolica o di intossicazione da sostanze stupefacenti.
Queste limitazioni sono dovute al fatto che gli impulsi fisici, i cambiamenti respiratori e le reazioni emotive possono comportare un carico aggiuntivo per l'organismo durante il periodo di recupero
Controindicazioni relative («zona di cautela»)In alcuni casi è possibile partecipare
solo dopo una valutazione personalizzata delle condizioni e, se necessario, consultare un medico:
- malattie cardiache, dell'apparato respiratorio o del sistema nervoso centrale;
- assunzione regolare di farmaci psicotropi (antidepressivi, tranquillanti, normotimici, neurolettici);
- diagnosi instabili o poco chiare («zona grigia»).
In caso di dubbi, si raccomanda al partecipante di rimandare la partecipazione fino a quando le sue condizioni non si saranno stabilizzate. Il metodo non viene utilizzato in situazioni in cui non vi sia certezza circa la sua sicurezza.
Fondamenti giuridici ed etici dell'ammissionePrima di partecipare a un corso pratico o a una sessione individuale, il partecipante deve confermare il proprio consenso informato, che comprende:
- maggiore età;
- assenza di una cartella psichiatrica;
- assenza di epilessia e di gravi malattie neurologiche;
- assenza di gravidanza;
- assenza di interventi chirurgici recenti;
- assenza di controindicazioni mediche attuali.
Questo approccio sottolinea la responsabilità sia dello specialista che del partecipante stesso ed è in linea con i principi etici della moderna terapia orientata al corpo
Il valore scientifico e metodologico della sezione dedicata alle controindicazioniDescrizione chiara delle controindicazioni e delle limitazioni:
- migliora la sicurezza del metodo;
- riduce il rischio di un nuovo trauma;
- suscita fiducia da parte della comunità professionale;
- permette di considerare «Neurovola» come un approccio strutturato, riproducibile ed eticamente maturo.